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Vita - Morte - Evoluzione
dal batterio all'homo sapiens

Non vi è nulla che più dell'intrico di una giungla che rende il senso di ciò che è la vita. In pochi metri quadrati di un ambiente naturale vi sono, sotto terra, a terra, sugli alberi e al disopra di essi, migliaia di specie animali in milioni di esemplari. Alcuni vivono anni, altri solo minuti, altri vengono abortiti. E comunque, a livello vegetale, solo una minimissima parte dei semi darà altre piante, perlopiù essi verranno mangiati o distrutti. E' la ragione per cui ogni pianta deve produrre una quantità di potenziali replicatori genetici enormemente maggiore di quelli che realmente replicheranno.

E' solo il caso a far sì che un seme germogli o no, che su quattro uova una schiuda e tre non arrivino alla schiusa. All'interno di vincoli biologici la vita è un caos indeterministico dove nascere, non-nascere, sopravvivere, morire, è uno scenario complesso di "morte per la vita" e di "vita per la morte". Evolvere è trasformarsi ma è anche un perdere o vincere la battaglia contro l'auto-innovazione per un miglior adattamento all'ecosistema. E' difficile dire se noi o i nostri cugini primati abbiano fatto meglio.

La Terra ospita la vita da circa 4 miliardi d'anni, essa è nata per caso nel momento in cui le condizioni climatiche la permettevano, ancora per caso sono nati certi tipi di esseri viventi e non altri, ancora per caso gran parte di essi si sono estinti e si sono trasformati per arrivare alle specie attuali.

E tuttavia ognuna dei miliardi di galassie può aver al suo interno miliardi di stelle in grado di mantenere in orbita stabile pianeti solidi adeguati, con acqua in superficie ed energia come fattore sia scatenante che conservativo.

Resta da chiedersi se la vita sia possibile solo a base carbonio e nelle forme nate e sviluppatesi sulla Terra, oppure con modalità e basi chimiche differenti, per esempio a base-silicio. In ogni caso “questa” vita terrestre è quello che è perché i batteri così l’hanno fatta, non solo determinando la natura del suolo, la terra appunto, ma anche l’atmosfera. Solo dopo la loro azione la vita ha potuto dispiegarsi in tutta la sua meraviglia.

...... e noi compresi .........

Organismi viventi che arrivino ad utilizzare l’ossigeno come fonte di energia hanno evidentemente saputo “crearlo” ad un certo momento del loro sviluppo, infatti la Terra ne era priva esattamente come gli altri pianeti solari. I batteri fotosintetizzanti a caccia d’idrogeno dovettero infatti trarlo dall’acqua liberando ossigeno come scoria tossica e in seguito trovare il modo di utilizzarlo. Grazie alla messa a punto organizzativa e attraverso nuove tecniche respiratorie messe a punto attraverso tentativi ed errori l’evoluzione ha visto comparire così gli eucarioti e la vita è quindi letteralmente “esplosa” e con gli eucarioti sono comparsi i neuroni e i cervelli.
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